Sistemi di credenze e narrativa in tempo di crisi : un dialogo impossible?

Ivan Maltcheff , 12 agosto 2021 Articolo tradotto con l'autorizzazione dell'autore Autore del libro “Les nouveaux collectifs citoyens » (I nuovi collettivi cittadini), Ed. Yves Michel, Ivan Maltcheff è impegnato da 30 anni in diversi ruoli - DRH, consigliere, coach - nel mondo degli affari e sulle dinamiche di gruppo, per coloro che vogliono costruire un progetto e mobilitare le proprie energie. È intervenuto in varie piattaforme o associazioni di cittadini (in Francia): Dialogues en Humanité, Collectif pour une transition citoyenne, Printemps de l’éducation, Colibris, Osons les jours heureux, Coop-Cité, Forum 104... Nel 2020, insieme con Laurence Baranski, ha creato il programma “Réussir le passage” (Riuscire il passaggio) per sostenere gli attori della società in via di trasformazione. La gestione della crisi sanitaria a livello mondiale mette in evidenza, accentuandole, delle letture diverse del momento che la nostra civilizzazione sta attraversando, che possiamo qualificare di passaggio, qualunque sia il seguito della storia. Nel testo che segue, presenterò quattro letture della situazione attuale. Ciascuna rappresenta un sistema di credenze, ovvero una versione della storia che dà un significato e una prospettiva diversa a ciò che sta accadendo. Di fatto, le persone che aderiscono ad ognuna di queste letture, si reputano spesso depositarie della verità, e agiscono nella speranza di dominare. Qualunque sia l'esito di questa crisi, ritengo che sarà necessario ricostruire sulle rovine dell'immaturità collettiva in cui ci troviamo attualmente. In ogni caso, dovremo reimparare a creare una società “insieme”, una nuova società che non sia costruita sulla divisione e sull'umiliazione dei "vinti" (che è invece ciò verso cui andiamo se non prestiamo attenzione). Per queste ragioni, la nostra democrazia e i nostri modi di costruire i meccanismi di consenso e dissenso, devono cambiare radicalmente. Il che rappresenterebbe una porta aperta per far evolvere in maniera pacifica le nostre società. Le quattro letture La prima storia, che riassumo a grandi linee, assomiglia più o meno alla seguente : Un virus sconosciuto colpisce duramente l'umanità. Bisogna garantire il più rapidamente possibile una risposta adeguata che permetta di salvare vite umane e assicurare un ritorno alla normalità. La scienza, di cui possiamo fidarci, ci offre soluzioni rapide attraverso la vaccinazione che deve essere messa in atto senza indugio. L’essere in grado, in un tempo così rapido, di offrire soluzioni mediche a una crisi sanitaria di questa portata, rappresenta un immenso progresso. Le autorità fanno quello che possono per affrontare questa difficile situazione e nessun paese ha una soluzione miracolosa. Dobbiamo mobilitarci con urgenza, tutti insieme, per debellare il virus, prevenire la congestione negli ospedali, avendo fiducia nelle autorità per gestire la crisi. Coloro che non lo fanno, mancano di senso civico e mettono in pericolo la vita degli altri. Le attuali misure del governo sono eque e proporzionate alla gravità della crisi. Non rappresentano un pericolo per la democrazia, né (sono le basi di) una società di sorveglianza, perché sono temporanee. Se alcune di loro dovessero rimanere in vigore per proteggerci, non sarebbe un problema, a condizione che siano inserite in un quadro giuridico adeguato. Se c'è una frattura nella società, è proprio a causa di chi rifiuta le giuste misure del pass sanitario. Questa è la lettura di chi non ha nessuna obiezione contro il pass sanitario ed è favorevole al vaccino obbligatorio. Riunisce, a mio avviso, una minoranza di ferventi sostenitori e probabilmente una larga maggioranza di persone che adottano questa storia “per default” più che per convinzione, sperando di poter tornare alla normalità il più presto possibile. Quali sono le principali architetture invisibili che la sostengono? Fiducia globale nel sistema attuale (scienza, autorità, democrazia)Necessità di protezione e sicurezza in un contesto ansiogeno con molteplici incertezzeSperanza che dopo la crisi torneremo abbastanza rapidamente, più o meno al mondo di primaPaura della pandemia e del virusPaura della messa in discussione e del collasso del sistema, che potrebbe portare al caosPaura di letture alternative, che potrebbero minare la democrazia e preparare le basi all'estremismo (complottismo, estrema destra, gruppuscoli faziosi...) Questa prima lettura produce una duplice situazione: da una parte i bravi cittadini, dall'altra i cattivi. Si potrebbe definire una narrativa conservatrice, in quanto non rimette in discussione e mantiene le referenze del sistema in atto. La seconda lettura, riassunta brevemente qui di seguito, è sostanzialmente una variante critica della prima: Un virus sconosciuto colpisce duramente l'umanità. Dobbiamo interrogarci sulle cause profonde di questa pandemia e in particolare sulla drammatica destabilizzazione ecologica dei sistemi viventi, che favorisce la comparsa di squilibri di ogni genere. Dobbiamo garantire una risposta adeguata che salvi vite umane. La scienza, di cui possiamo fidarci, ci offre soluzioni alternative che devono essere seriamente esplorate. La vaccinazione, non ancora stabilizzata e con Autorizzazione all'Immissione in Commercio (AIC) condizionale, è solo una di queste alternative tra le tante possibili risposte mediche. Le relazioni poco chiare, i conflitti di interesse con i laboratori farmaceutici, il contenuto dei contratti, in particolare sugli aspetti finanziari e sulle responsabilità, devono essere resi pubblici. I vaccini e il sistema sanitario dovrebbero essere considerati come beni pubblici e offerti gratuitamente o quasi, a tutti. La situazione critica dell'ospedale pubblico e dei reparti di pronto soccorso è più il riflesso di un'ostinata politica di riduzione della spesa pubblica che il fatto della crisi. Le autorità stanno gestendo questa situazione in modo confuso, inappropriato e pericoloso per le libertà pubbliche. Esse dividono il paese istituendo una vaccinazione obbligatoria mascherata e una segregazione di fatto tra i cittadini. Esse creano una pericolosa deriva verso una società di controllo e tracciabilità. Questa storia è quella di chi è contrario al pass sanitario e favorevole alla vaccinazione, ma con libertà di scelta. A mio avviso riunisce persone già critiche su molti temi (ecologia, economia, libertà pubbliche, ecc.) e favorevoli a un'alternativa politica piuttosto progressista. Quali sono le principali architetture invisibili che lo sostengono? Una fiducia critica nel sistema attuale con proposte di cambiamento (economia, ecologia, democrazia, scienza)Un bisogno di protezione e sicurezza da bilanciare con quello di libertàLa speranza che dopo la crisi saremo in grado di cambiare le attuali scelte politicheLa paura della pandemia e del virusLa paura della dominazione dei sistemi finanziari e oligarchiciLa paura di narrazioni alternative che potrebbero minare la democrazia e preparare le basi all'estremismo (complottismo, estrema destra, gruppuscoli faziosi...) Questa narrativa sposta la dualità su un altro livello: da una parte c’è il popolo e dall'altra coloro che sfruttano la propria posizione di dominazione o d’influenza per orientare la democrazia a proprio vantaggio. Si potrebbe considerare questa una variante della lettura della lotta di classe o degli interessi in conflitto. La terza narrativa inserisce un cambio di paradigma nella griglia di lettura. I punti chiave di questa lettura, che contiene diverse varianti, traggono origine dal sentimento di strumentalizzazione della crisi da parte dei governi che manipolano, usano e abusano della paura e della disinformazione, e rifiutano di rispondere a un certo numero di domande cruciali, prime tra cui : L'origine del virus: questa lettura sottolinea la manifesta mancanza di volontà delle autorità di portare a termine le ricerche in proposito. L'ipotesi presa molto sul serio è quella di un virus sfuggito, o per alcuni, creato artificialmente in laboratorio.La realtà della pandemia: i dati dei decessi per Covid, una volta combinati con quelli sulla crescita e l'invecchiamento naturali della popolazione, non mostrano alcun reale eccesso di mortalità. Nel peggiore dei casi, mostrano una mortalità più elevata con varie comorbidità per le popolazioni più anziane. I dati annunciati riflettono quindi un pregiudizio cognitivo che mira a dare importanza a determinati indicatori e ipotesi, al di fuori di ogni contesto reale.La gestione medica della pandemia: l'incomprensibile e ingiustificata esclusione dei vari trattamenti medicinali validati fuori dalla Francia (Ivermectina, Idrossiclorochina, ecc.) mostra una volontà determinata per il vaccino a tutti i costi.La vaccinazione Covid 19: inefficace (più si va avanti, più si conferma), pericolosa, non omologata, che presenta effetti collaterali mai visti nella storia recente e che trasforma gli uomini in cavie, con iniezioni regolari che rischiano di ripetersi nel tempo, tenuto conto delle varianti favorite dalla vaccinazione di massa.Il contenuto dei vaccini: sconosciuto, con forti sospetti sulla terapia genica, che non offre alcuna garanzia scientificamente provata, e con la presenza di sostanze sospette, come ad esempio l'ossido di grafene che potrebbe attivarsi grazie a campi elettromagnetici di tipo 5G.La gestione politica della pandemia instaura un regime autoritario, privando le libertà pubbliche e prepara il terreno per un progetto transumanista più globale con l’obiettivo di un ampio controllo delle popolazioni. Questa storia, secondo me, riunisce chi è contro il pass sanitario, per la libertà di scelta del vaccino, ma anche chi è contro la vaccinazione in generale. Riunisce anche vari oppositori del sistema, cittadini o politici. e le principali architetture invisibili che lo sostengono? Forte sfiducia nel sistema attuale con la sensazione che ci sia un desiderio orchestrato di prendere il controllo delle popolazioni, da parte di un'oligarchia finanziaria e industrialeDiffidenza verso una scienza unilaterale che funziona come una teologia, senza dibattito e con molteplici conflitti di interesseBisogno di libertàLa speranza che dopo la crisi potremo cambiare radicalmente di sistema politico basandoci su di una maggiore sovranità dei popoliLa paura del dominio dei sistemi finanziari e oligarchiciLa paura del progetto transumanista mondiale. Anche questa terza storia presenta un approccio duale, ma di natura diversa: da una parte c'è il male, con chi vuole la nostra rovina e ci controlla, dall'altra c'è il bene che si oppone al male. Lasciamo qui il paradigma materialista delle due narrazioni precedenti, quella dei conservatori e quella dei progressisti, per una narrazione più apocalittica nel senso stretto del termine. La quarta lettura è una variante della terza con collegamenti alla seconda. Riprende le domande rimaste senza risposta della storia precedente, ma dà un altro senso alla lotta tra il bene e il male andando oltre sulla questione della potenziale trasformazione delle nostre società dopo questa crisi. Questa narrativa s’interroga sulle domande che restano senza risposta nella terza storia, senza necessariamente dare credito alle tesi del complotto, senza ritrovarsi né nelle appartenenze politiche di certi sostenitori della terza storia, ma ritenendo che l'assenza di dibattito scientifico, politico e democratico, nonché le derive autoritarie che si stanno verificando, bastano a mettere seriamente in dubbio le reali intenzioni dei nostri governi. Questa lettura si concentra piuttosto sul momento speciale in cui si trova l'umanità, vettore di grandi possibilità di trasformazione. Quali sono le principali architetture invisibili che lo sostengono? L'umanità, e in generale tutti gli esseri viventi e l'universo, attraversano un momento di passaggio maggiore, in cammino verso una nuova dimensione che si deve ancora esprimere. Non siamo che alle premesse di un cambio d’epoca. Il virus e la sua comparsa, come le altre grandi sfide per l'umanità, sono uno dei mezzi che la Vita ci offre per (ri)svegliarci collettivamente e individualmenteLa necessità di riscoprire chi siamo in quanto umanità, di reintegrare le nostre potenzialità e la nostra sovranità esistenziali, in particolare la nostra essenza che esiste su più livelli di coscienzaLa speranza che questa crisi che ci riguarda tutti senza differenze, sia colta come un'opportunità; che essa ci permetta realmente di stabilire un altro rapporto con la Vita e promuovere la ricostruzione di sistemi sociali basati su una nuova consapevolezzaLa paura del progetto transumanista, che avrebbe come conseguenza quella di mantenere l’umanità in un cammino che impedisce un'evoluzione della coscienza. Ma con uno sguardo che trasforma questo ostacolo in un'opportunità per gli esseri umani, quella di rivelare un progetto alternativo basato sulla trasformazione della nostra coscienza. Questo approccio racchiude il precedente approccio duale, ma apre la prospettiva non duale di un'umanità che progredisce dall'ombra alla luce e si fende un nuovo passaggio, come una specie in mutazione. Questa lettura riunisce persone da tempo impegnate in percorsi di trasformazione, il cui numero cresce di anno in anno, al di fuori di ogni ideologia o dottrina. Esse hanno preso coscienza che l’umanità non sarà in grado di risolvere gli immensi problemi che ci attendono, con lo stesso grado di consapevolezza che li ha creati. Queste persone, pur essendo aperte agli sviluppi tecnologici e scientifici, in particolare quelli degli approcci quantistici e post-materialisti, credono che le trasformazioni debbano basarsi soprattutto su una ridefinizione delle priorità della nostra civilizzazione, come l'essere, l'amore, la bellezza e la cooperazione con tutti i regni della Vita. Questa narrazione, molto meno compresa delle precedenti e assente dalle altre vecchie categorie, riflette un movimento di fondo relativamente nuovo perché stabilisce una relazione inedita col mondo invisibile, la spiritualità e la scienza. Queste 4 storie possono essere combinate per ognuno di noi in proporzioni diverse secondo i soggetti. Esse sono anche un riflesso del nostro dialogo interiore. Tutti abbiamo in noi anche una parte di conservatorismo, progressismo, manicheismo e saggezza non duale. Inoltre, molte persone non si ritrovano per il momento in nessuna di queste letture o non si sono ancora formate un'opinione. Evolvere verso una democrazia interiore Ognuna delle quattro storie propone una prospettiva diversa alla nostra traiettoria collettiva. Per molti aspetti, queste letture possono sembrare inconciliabili, tanto le ipotesi e gli elementi che le fondano, divergono. Tuttavia, se consideriamo queste quattro storie e le loro varianti come i colori della tavolozza delle reazioni umane di fronte a un grande cambiamento, esse ci danno [...]

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Lettera ai miei figli

Essere liberi non significa solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri. Nelson Mandela Cari ragazzi, (scusate se vi chiamo così anche ora che siete grandi e – spero mai - vaccinati, io a cinquant’anni ero ancora la “bimba” per i miei genitori)... cari ragazzi, tanto lontani ma tanto vicini al mio cuore, so che state bene, le nostre riunioni familiari virtuali me lo confermano : avete un lavoro, di che nutrirvi, un tetto per dormire, degli amici e degli amori per tenervi la mano. Non so invece se la vostra salute comprende anche il vostro stato interiore, la vostra stabilità emotiva e mentale, perché la mia, come quella di qualche milione di altre persone, è messa a dura prova in questi ultimi tempi. Per questo permettetemi qualche considerazione, cominciando da delle banalità (attribuibili dunque alla mia poca stabilità psichica attuale, o alla senilità precoce, ma tant’è). Nei paesi in cui viviamo non c’è guerra (prima banalità). Con ciò voglio dire che la nostra incolumità fisica non è, per il momento, minacciata da orde di talebani incarogniti o da bombe che piovono dal cielo. Ma lo è invece da altri pericoli, più subdoli, che ci domandano comunque una buona dose di coraggio. Siete nati in paesi in pace, in una famiglia che ha potuto offrirvi affetto e agiatezza, in una casa accogliente, con viaggi e divertimenti, con scuole il più non-violente possibile (ne ho fatto il mio impegno personale, di questa ricerca), con cure mediche rispettose del vostro corpo e della vostra psiche, e persino una alimentazione biologica e naturale. Con tanti privilegi insomma. In quanto genitori, in quanto madre (parlo per me) ho senz’altro commesso degli errori dovuti al mio caratteraccio, ma di questo è sempre stato possibile parlare e sempre lo sarà, lo sapete. Nel clima di benessere che ha caratterizzato la vostra infanzia, non siete mai stati confrontati alle sfide che hanno dovuto affrontare i vostri nonni nati durante la guerra (seconda banalità). Neanch’io, per altro. Ma dei loro racconti ho ritenuto l’emozione e le tracce del dolore per la perdita di una madre (quella nonna che non ho mai conosciuto), per la povertà e il freddo di una casa senza più finestre, per la paura di quell’aereo alleato che si divertiva a spaventarli volando a bassa quota nella campagna toscana, per i bombardamenti delle case dei vicini, la perdita degli amici nel cuore della giovinezza, la stessa età che voi oggi, più o meno. Ho ritenuto e capito la lezione del loro coraggio, non quello incosciente della reazione impulsiva, ma quello che viene dal cuore, che ne è diretta emanazione: il coraggio consapevole di dire no a tutto ciò, alla violenza e alla guerra e alla negazione dell’altro nella sua persona, nella sua integrità fisica ma anche morale, etica, emotiva, spirituale. Il coraggio di dire sì alla libertà, e di ricostruire un paese uscito ferito dalla guerra, per ricominciare un po’ alla volta, con pazienza e tanta speranza di “farcela”. Sono cresciuta in questo clima, condiviso da tutta la loro e la nostra generazione. Erano gli anni ’60 di cui insieme alla spensieratezza ho respirato, ripeto, anche una certa speranza e una fiducia di rinascita. Non è degli errori però che voglio parlare qui, non del fatto che le basi di quella rinascita siano state costruite su fondazioni illusorie, come la certezza che il capitalismo sarebbe stata la soluzione a tutti i problemi dell’umanità, o che le gli idro-carburi sarebbero stati inesauribili e persino rispettosi dell’ambiente! E’ del coraggio invece che voglio parlare (e questa non è una banalità). Quello che sembra scarseggiare oggi, ma di cui dobbiamo tutti cominciare a rifornirci abbondantemente per vivere da umani. Vivere con dignità, ma soprattutto vivere in libertà. Nel diritto delle libertà acquisite e conquistate dai vostri nonni - e dalle vostre nonne le quali ebbero il diritto di voto solo nel dopoguerra- , ma anche nel riconoscimento di nuove libertà, come del diritto a scegliere la propria istruzione, quello di essere riconosciuti nella propria diversità sessuale, ed altri numerosi, per cui tanta gente – eroi spesso sconosciuti - ha dato la vita negli ultimi settant’anni di “pace”. In Italia abbiamo la Costituzione, la “più bella del mondo”, come la chiama Benigni. Ci vuole coraggio per vivere i valori espressi in quelle pagine. Parlo della Costituzione italiana che conosco un po’ meglio, anche grazie alle lezioni fatte da quella professoressa (stessa età dei miei) che ce la leggeva alle medie asciugandosi gli occhi per l’emozione. Ci leggeva quelle parole altruiste, dalle quali trasuda un forte senso di moralità civile, ispirate da quei visionari dei padri fondatori, cioè dall’idea di uno stato basato sui diritti e i doveri della gente. Dei diritti inviolabili, i Diritti Umani, la cui natura va oltre la dimensione politica dell’idea di cittadinanza, per cui un individuo, pur non essendo cittadino, ha il diritto di essere protetto. Diritti definiti inderogabili e garantiti anche dai trattati europei, di cui ognuno può valersi dunque non solo nella propria nazione di nascita. Ci vuole coraggio per difendere tutto ciò oggi. Perché il mondo in cui vi trovate a vivere oggi, ragazzi miei, si fa beffe proprio di quei diritti che ci sembravano inviolabili, primo tra i quali quello espresso nell’articolo 32 della Costituzione che dice : « Nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.» Oppure, nell’articolo 3 sul Diritto all’integrità della persona della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, per cui “Ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica” e nell’ambito della medicina e della biologia deve essere in particolare rispettato, tra l’altro, “il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge”. Rispetto a ciò che di grave sta succedendo oggi, cioè all’imposizione del vaccino (sotto mentite spoglie di passaporto sanitario), ne deduco quindi che la legge non può imporre un farmaco senza il consenso libero e informato della persona, soprattutto nel caso in cui esso sia ancora in fase sperimentale, come è il caso. Ma ciò che è ancora più grave è l’introduzione dei mezzi di controllo (green pass e altre arbitrarie limitazioni della nostra libertà), di fronte alla quale siamo chiamati a farci delle domande etiche fondamentali, alle quali voi figli del benessere, non siete mai stati confrontati. E qui viene il punto. Bisognerà che vi armiate di coraggio: quello delle vostre voci che si alzano contro le attuali derive, che di sanitario hanno ben poco perché sono invece politiche. Il coraggio di scegliere: tra una filosofia di vita basata sulla riflessione e l’azione (non-violenta), dove il dibattito contradittorio sia stimolato. O una vita da vivere nel giogo del ben pensare consensuale, nella “normosi” (quella sì, pandemia del secolo) che ci vuole tutti uguali, consenzienti e infantilizzati dalla paura (vedi il terrore alimentato dai media). Dovrete imparare a stare ancora uniti come fratelli e sorelle di sangue o come semplici cittadini del mondo, a cercare nuove alleanze e gioiose complicità con chi si sta già organizzando. La vostra forza sarà quella di creare una realtà inedita, fuori dai sentieri battuti, lontana dalle arroganze dei poteri istituiti. E’ da quel coraggio a servizio della giustizia, della stessa virtù di cui sono impastati gli eroi e le eroine dei miti universali, quei cavalieri Jedi che vi hanno fatto sognare nei racconti delle guerre stellari, che dovrete attingere, mani e cuore, a profusione. Attenzione, il coraggio non è il contrario né della saggezza né della prudenza, anzi la saggezza del coraggio è la prudenza! Quella stessa forza non-violenta, ma ostinata, precisa, chiara come quella di Gandhi di fronte all’arroganza colonizzatrice, inamovibile, inderogabile : no, di qui non si passa, no, del mio corpo sono io solo a disporre... E proprio come Gandhi ci insegnato, non uccideremo l’altro né ci opporremo frontalmente ad un potere che per mezzi, forza bruta e denaro ci sovrasta senza misura. Dovremo invece imparare contornarlo, a giocare con la sua stessa energia, indossando le vesti dei praticanti di Aïkido, la via dell’armonia delle energie. Un’ultima precisione: la prudenza non è neanche quella passività a cui lentamente, insidiosa come una vipera, senza che ce ne accorgiamo, rischiamo di abituarci (la stessa che ha portato alla dittatura per liberarci dalla quale, milioni di persone hanno combattuto). Questa è la forza di una non-violenza attiva. Con coraggio illuminato, saggio, attivo, non-violento, giusto,  svegliamoci, svegliate chi dorme intorno a voi, apriamo gli occhi e agiamo, agite. Con gioia, guardiani della Vita, preparate il mondo che volete per i vostri figli, una realtà di cui voi sarete gli autori e che io, ottimista come sono, non so che vedere altro che bella. Vostra madre, vicina. https://www.facebook.com/watch/?v=162152581815669 https://www.cortecostituzionale.it/documenti/download/pdf/Costituzione_della_Repubblica_italiana.pdf https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-01-16&atto.codiceRedazionale=18G00006&atto.articolo.numero=0&atto.articolo.sottoArticolo=1&atto.articolo.sottoArticolo1=10&qId=&tabID=0.9438621902698823&title=lbl.dettaglioAtto https://reinfocovid.fr/ in Francia. [...]

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Auroville 2020 (preparando il 2046…)

Vista sul Matrimandir e la foresta di Auroville, il giorno di Pasqua 2020 Conosco, un po’, Auroville per averci soggiornato parecchie volte, l'ultima al momento della pandemia di Covid 19, tra marzo e maggio 2020. Il destino ha voluto che mi trovassi a passare il periodo di confinamento planetario in uno dei luoghi che amo di più al mondo, quello in cui vengo per rinvigorire la mia anima e la mia mente. Ed è così che ho scoperto un'altra Auroville. Ho probabilmente vissuto ciò che, in modo visionario, Debora ha descritto come l'inizio del periodo di collasso della nostra civiltà, il gigante Golia dell'impero occidentale colpito da una fionda del piccolo David - Coronavirus. In Auroville 2046,* lei lo descrive come quello, molto più caotico, che preparerà lo spettacolare esodo degli abitanti della città, alla ricerca di una nuova “Arte di abitare la Terra”. "Eccoci qui. Ci siamo", ci preveniva, in modo altrettanto visionario, la scrittrice ambientalista Fred Vargas nel 2008, un testo riascoltato in quei giorni di confinamento anche ad Auroville. Sì, credo anch'io, questa volta ci siamo davvero. Siamo all'alba di quella che lei chiama "la Terza Rivoluzione" il cui colossale programma è "senza voler offendere un termine caduto in disuso, essere uniti. Con i vicini, con l'Europa, con il mondo " dice Fred. Un ambizioso programma anche per Auroville, la città dell’aurora, che fonda la sua Carta proprio sulla solidarietà attraverso l'unità umana. L'Auroville del 2020 si sta forse preparando a diventare la città del 2046 così come descritta da Debora, la realizzazione del sogno dei cinquantamila abitanti voluto da Mirra Alfassa, la Madre. Per me, il punto non è solo questo. Ma è piuttosto nella capacità che questo progetto umano ha di continuare ad esistere oggi, spinto dall’inspiegabile e sorprendente forza  che lo ha fondato nel 1968, la stessa sulla quale potrà contare per il suo sviluppo futuro, nel 2046 e oltre. È un'energia che sfugge a qualsiasi logica di comprensione umana, data (e se venite ad Auroville lo sentirete subito) dalla forza spirituale, sopra-mentale, che anima questo progetto. La medesima forza che sostiene la mia irrazionale ma ferma certezza: sì, un altro mondo è possibile e realizzabile per coloro che lo vogliono. “Come sta rispondendo Auroville alla pandemia?” tanti amici mi hanno chiesto. Come è vissuto lì, questo periodo di trasmutazione? Essere al centro di un progetto nato per sperimentare la trasformazione interna ed esterna rende le persone diverse, speciali, più spirituali, più consapevoli? Mi dispiace non poter rispondere a queste parole perché questi due mesi sono stati per me prima di tutto un'avventura interiore. Ciò che comunque ho potuto osservare è la diversità delle reazioni degli Aurovilliani: su 3000 abitanti, 3000 reazioni diverse Perché nulla ha risparmiato Auroville 2020 dalla massa di domande, commenti, reazioni responsabili o comportamenti ribelli, a volte sostenute da ipotesi di cospirazione, le stesse che hanno scosso l'intero pianeta. Come tutti. E come quella fortunata minoranza che ne ha avuto l’opportunità, ho l'impressione che l'occasione sia stata anche per Auroville di cogliere questo periodo come un momento di riconnessione a se stessi, di meditazione interiore. Ma anche di riconnessione agli altri, negli atti di solidarietà che gli Aurovilliani hanno realizzato per venire incontro ai villaggi vicini (e, allo stesso tempo, per aiutare la sottoscritta, obbligata come lo sono stata al privilegio di un confinamento in un posto simile, grazie!). La Terza Rivoluzione, quella del cuore, ha bisogno di un tempo d’incubazione necessario perché ci si possa rimboccare le maniche e costruire, non solo in India ma ovunque sul pianeta, l'Auroville del 2046: scoprire i bisogni di chi ti è vicino, unirsi, mangiare prodotti locali, risparmiare acqua, energia, dare un nuovo significato alle nostre azioni, tornare alle origini... Un tempo che risuona con la missione di evoluzione di Auroville, quella vivere la spiritualità nella materia, trasformare il piombo quotidiano e le nostre miserie, seccature e problemi, in oro, il nostro oro. E poiché, come dice bene Debora, nulla è normale, com’era normale una volta, ad Auroville come altrove "niente ci impedisce di ballare di nuovo la sera, non è incompatibile"! * Auroville 2046 è un racconto che Débora Nunes e Pressenza mettono a disposizione dei lettori in 4 lingue (spagnolo, portoghese, francese e inglese). Da leggere e condividere.    Testo originale in francese « Nous y voilà, nous y sommes ! » http://www.yvesmichel.org/nous-y-voila-nous-y-sommes-texte-de-fred-vargas   Oppure no ! Personalmente - e non intendo con ciò aggiungere confusione al conflitto tra i "pro" Master Plan e i "contro" degli ambientalisti che gli si oppongono - mi chiedo come si riuscirà a contenere così tanta gente in perimetro così piccolo ... Nous y voilà, nous y sommes ! Vedi la nota 1. [...]

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RADIO : Festival dei saperi : EDA FORUM  Università di Firenze (24 /0/2009) http://youtu.be/9A39aWN_C5g